
Vorrei fissare
in eterne primavere
i tuoi petali:
essenza di ciliegio
per ornare l'anima
Il Tempo scorre
come un vecchio sornione
giunge e scompare
Gira la ruota
il Presente è Passato
in un attimo
Candele accese:
in quel soffio rivedi
tutti i tuoi anni
come sequenze
di un film in bianco e nero
da salutare
Torni al presente:
dolce malinconia...
ma il Tempo scorre

Foto: MainLi

Intatto aroma
in essenza di pioggia
i miei ricordi
Distillati di noi
da indossare in ottobre
Te l’avevo mai detto?
Vorrei donarti il cielo
striato di stelle vibranti
impegnate in mille danze,
luci smerigliate come i tuoi occhi
quando sorridi con quel tuo modo
timido che fa sognare tenerezze.
Te l’avevo mai detto?
A volte ti vedo
stanca, piccola e forte
come scoglio levigato dal mare.
Muschio antico come veste
e riflessi d’acqua baluginanti
come conchiglie e tesori…
sei tu, mamma.
Te l’avevo mai detto?
Dispensatrice di saggezze,
umili verità in granelli grezzi
doni con pura ingenuità.
Tu, piccola mite donna,
lottatrice indefessa e rifugio di certezze,
uniche e sole braccia
che ho potuto lasciare
sapendo di ritrovare, sempre,
accoglienti al mio ritorno.
Sei tu, l’amore più grande, mamma.
Te l’avevo mai detto?

In riva al mare
aquiloni nel vento
- carezze d’oro
Pelli di miele
si sfidano tra le onde,
ed io all’ombra
Ombrelli in riga
- fiori multicolori -
amo il pallore!


Ali discrete
custodiscono il sonno
di chi non c’è più
Vola la vita
dove i sogni mortali
si fanno eterni
Spiriti lievi
accompagnate il volo
degli immortali

Ama no gawa
Nella notte di luglio
È Tanabata



Spicchio d’arancia nel cielo
si prepara al declino,
mentre sogna la fanciulla
nel fresco della sera.
Cerca le stelle, lei,
nel blu che sfuma
nei neon della città
e dissolve ai suoi occhi
finché nel suo cuore rivivono
i solitari colli dell’infanzia e
profumi e colori di tempi lontani.
Brividi di nostalgia carezzano
la pelle nelle notti d’estate,
quando la brezza è ancora fresca
e i ricordi tornano a scaldare le coltri
come fiocchi di neve di stagioni sfiorite.
Sogna la fanciulla
- che fanciulla più non è -
scacciando le notti del passato
spera di scrivere per sé
un futuro più limpido
e invoca il chiarore della neve
nel tramonto di una notte di luglio.


Vorrei fissare
in eterne primavere
i tuoi petali:
essenza di ciliegio
per ornare l'anima



L'amica blogger Nicoletta Perrone mi ha assegnato il Premio Dardos destinato "ai blog che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali".

Grazie di cuore.
Il regolamento del premio è questo:
1. accettare e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio
2. linkare i blog che ti hanno premiato
3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.
Ed ecco i 15 blog che ritengo meritevoli (anche se altri che avrei voluto premiare hanno già ricevuto il premio: congratulazioni!):
Un abbraccio a tutti!
Al vento del nord
ho affidato il mio cuore
- vola coi cigni

la goccia annega
tra i cerchi dello stagno
- la luna è al buio
lacrima annega
dentro le onde del miso*
- si spegne il lume
forse domani
l'usignolo canterà...
sorgerà il sole?
* Qui "miso" sta per "zuppa di miso"; la potrete vedere cliccando sul link attivo. Per sapere cosa è il miso, visitate questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Miso

Solo pioggia per lavare la notte.
Niente più sole,
niente più sorrisi.
Incubi imperlati di rugiada
nascosti sotto le siepi del giardino.
I desideri sono morti.
I sogni sono annegati
dentro pozzanghere nere
risucchiate in baratri d’inferno.
Inutili sospiri di speranza
hanno popolato il passato.
Disillusione e diffidenza
ora assediano l’anima
con spire di nebbia.
Niente più sole,
niente più sorrisi.
Solo pioggia per lavare la notte.

Volo incantato
Su nuvole e camini
Befana arriva

Buona Epifania!



E speriamo che l'Anno Nuovo sia ricco e sereno per tutti...
Auguri!
... vi lascio alcuni video simpatici presi da Youtube.
Per vederli, ricordatevi di spegnere il mediaplayer automatico.
Buona Visione e...



Come posso io chiedere…?
Sto guardando un cielo senza sole,
disadorno come rami tarmati.
E tremano, freddati da voli di corvi
infausti e rapitori di speranza.
Sento rosicchiare dentro al cuore
e dai fori erompe il sentimento.
Vuota, invoco uno spiraglio
che porti luce e sorrisi e futuro.
Poi, ti guardo e so.
Ci sei tu e provi a riempirmi,
e grata mi abbarbico alle tue spalle
e ti stringo e tremo, ancora.
Ma sempre ho paura di rivedere il sole.
Ho paura che i raggi ustionino la pelle
ingrigita e resa diafana dal cielo vuoto.
Indegna, ti chiedo, concedimi la tua luce.
Solo questo.

