Fate...
Fate pullulano nella notte
tra gli intrecci di tenebra
svelati dalla Luna.
Ali s'intersecano,
s'incastrano,
ricamano il tessuto dedalico
dei sogni mortali
con voli immortali,
moto infinito di desideri finiti.
Baci di lucciole,
trame dorate disegnano
la breve morte dell'uomo
con filo incolume
alle forbici delle Parche.
Fate!
Stanotte ancora
scorrano per me i ricami
e si bagnino gli occhi insonni,
gonfi di sonno non consumato,
solcati dal ruscello salato
di desideri sognati e
di sogni desiderati.
Fate...
Etain, 15 gennaio 2002
(la trovate anche a questo link: La Musica dei Boschi Vol.1)

Etain, 19 maggio 2003
(N.B.: questa poesia è stata pubblicata almeno in due diversi siti web, ma il mio stato d'animo me l'ha richiamata alla mente e credo che queste parole, che mi arrogo di chiamare versi, siano lo strumento più idoneo per descrivermi in questo momento, nonostante il tentativo prosaico che potete leggere sul mio primo blog)
