
Ampolla di passato, cattura odori
fugaci di pioggia d’estate
e stemperali nel rosso di papaveri
genuflessi sull’oro di gravide spighe.
Io attendo con occhi attoniti,
deformi su fondi di bottiglie infrante,
mescendo con mestolo da strega
profumi di storia e lacrime di nube
per preparare il “filtro della rimembranza”
da lasciare a possibili eredi distratti.
Cauta, centellino i preziosi ingredienti.
Diligente, snido le istruzioni per la miscela
tra polveri e scaffali riposti da mani d’infante.
Come primo elemento “risa di bimbo”
fuso insieme a “diapositive di pianto”;
dal pulviscolo che zebra la soffitta d’incanti
pesco “sole al risveglio” da diluire
con “pioggia nell’ora di schiudere l’alcova ai sogni”.
Infine aggiungo un pizzico di “sabbia d’agosto”
e trito umido di “fragranza di foglie d’autunno”.
In lingotti condenso il tutto con preghiere da serafino,
entro crogiuoli, lo fondo con invocazioni da demone,
in vapori lo trasmuto con bollenti lacrime di presente.
Eccoti pronto, o filtro dei ricordi!
Serba nella piccola ampolla della mia anima,
mano a mano che il domani evapora,
l’essenza che mi è stato concesso di respirare ieri.
Etain
N.B.: la trovate anche su La Musica dei Boschi Vol.1

“…E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto…" (Nazim Hikmet)
Attraversi in punta di piedi la mia vita.
Timido, spalanchi le imposte serrate,
ti affacci alla finestra
e sbirci i colori del mio orto segreto.
Attendi.
Chiudi gli occhi come in ascolto di suoni lontani.
Sai che prima o poi arriverà l’eco dei miei pensieri,
i racconti della mia anima assopita.
Ma ora la voce si nasconde al tuo orecchio.
E tu attendi, fiducioso e discreto.
Sai che un giorno la udirai come un canto lontano,
una musica che saprà di muschio e di tempo.
Questa voce, lo sai, ti segue da presso come un’ombra,
genius loci invisibile che non ti abbandona mai,
antico aedo con la cetra sciupata da troppe storie.
Ti è accanto ora,
le braccia incrociate alla tua stessa finestra
e gli occhi sullo stesso cielo.
Aspettala,
ha ancora da narrarti le favole più belle.
Etain
N.B.: questo componimento ha partecipato a Poetica_mente, iniziativa proposta da Psyché sul Blog degli Autori di Manuale di Mari.
Adesso ti vedo,
rosea e blanda,
quale virgulto neonato tremulo
sospeso nella brezza umida
delle lacrime del mattino.
Piume morbide navigano il ceruleo mare,
biforcano in opposte rotte,
spalancano vaginale via alla Luce.
Indolore nascita
tinge d’iride il dedalo della Notte,
chiara ouverture augure,
forse, di un Giorno senza fine.
Etain
[La musica è "Atlantico" di Roberto Cacciapaglia]