


Continuavano a prenderla in giro per quella sua paura.
Dicevano che fosse “toccata dalle fate”.
- Non mi guardare, non mi guardare…-, ripeteva la piccola Violet ogni sera prima di addormentarsi.
E scandagliava con gli occhi sbarrati ogni angolo in ombra della stanza.
- È vero che non mi sta guardando, mamma?-, chiedeva ogni volta.
Ma ogni volta la risposta rassicurante non sortiva il sollievo sperato, perché…
Perché la creatura che abitava la sua cameretta era sempre lì e lei lo sapeva.
Si conoscevano da sempre, Violet e la creatura, anche se non si erano mai parlate.
Non a voce, per lo meno.
Ogni notte aveva inizio una danza per voci mute.
- Apri gli occhi -, gemeva la voce che non era una voce.
E un fetore d’umido inondava i sonni di Violet.
- Non voglio, non guardarmi più -, urlava la sua mente, mentre strizzava gli occhi più che poteva per impedirsi di guardare.
Per questo la mamma le lasciava sempre una lampada accesa vicino al comodino.
Quella notte Violet fece uno di quei sogni orribili da cui ci si sveglia sudati e con la sensazione di soffocare alla bocca dello stomaco.
Spalancò gli occhi dal terrore e… La vide!
Volto pallido, lunghi capelli d’argento, occhi rossi di pianto, espressione indecifrabile. Le copriva il corpo un mantello sporco di terra, biancastro come un’enorme ragnatela.
L’urlo di Violet trapassò la notte.
La mattina seguente la bambina si svegliò nel suo letto con la testa pesante, come le succedeva quando aveva la febbre alta.
Cercò i genitori, ma li trovò rigidi e tumefatti nel loro letto.
Poi sentì ancora la voce che sembrava un lamento:
- Sono io tua madre, bambina dall’urlo che uccide -, sul suo braccio una mano come rami secchi, - Torniamo alle nostre colline, piccola banshee[1].
[1] La banshee è una creatura leggendaria dei miti irlandesi. Fa parte del piccolo popolo ed è uno spirito che spesso viene classificato tra quelli maligni, anche se in realtà nelle antiche leggende viene descritto semplicemente come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o nelle colline d'Irlanda. Il termine Banshee deriva infatti da Bean si che significa "donna delle colline". Il suo aspetto si identifica più che altro negli occhi sempre arrossati per via delle lacrime, che versa sulle tombe di coloro che amava. Nella tradizione fantasy moderna, dove gli elementi caratteristici delle mitologie antiche e delle tradizioni folkloristiche a volte subiscono delle mutazioni ad opera del passaggio del tempo e delle contaminazioni fra opere letterarie diverse, la banshee viene spesso rappresentata come uno spirito urlante, non necessariamente malvagio, il cui grido ha la capacità di uccidere all'istante.
N.B.: Questo racconto è attualmente in lizza per la 5^ edizione del Concorso "300 parole per un incubo", sul sito Scheletri.com

... ricordo a tutti voi che dalla mezzanotte di questa sera su "Ama no gawa" iniziano i giochi!
Intorno alle 00:00 posterò l'immagine che farà da incipit a questa iniziativa. Il primo a lasciare il proprio haiku-commento farà da conduttore per il secondo, il terzo dovrà legarsi al secondo, il quarto al terzo, il quinto al quarto e così via...
Ognuno di noi potrà lasciare al massimo 2 haiku-commenti al giorno, per evitare di accavallarci.
Vi rimando prima a questo link per ulteriori precisazioni e dopo a questo per seguire e partecipare all'iniziativa!
Divertiamoci insieme!

