Sono una donna che ama i cambiamenti, che si sollazza in tenui sogni da bambina, che cerca nei pallidi versi un riflesso di se stessa.
A volte la ricerca trova un senso, a volte fruga invano.
E intanto spargo nel bosco parti di me.
“Ama no gawa”
Il mio blog a più mani dedicato alla poesia e alla cultura del Paese del Sol Levante (日本).
Venite a trovarci numerosi!
Questo blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può
pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001
Le immagini che transitano su questa pagina non sono di mia produzione, eccezion fatta per quelle che io specifico essere mie!
Nel caso in cui i possessori del copyright vogliano comunicare con me, possono inviarmi una mail alla voce Epistolario: provvederò immediatamente ad eliminare le immagini dalla pagina!
Mi scuso in anticipo con questi per l'inconveniente.
Nome: Etain Una sognatrice, una creatura alla continua ricerca di qualcosa da creare, un Giano bifronte un pò donna e un pò bambina, un cavilloso enigma che aspetta di essere svelato.
Un libro da "gustare"
Il mio libro è segnalato sul sito-vetrina Yourbooks.it
Ovvero… Siamo tutti vittime delle mode o delle catene di Sant’antonio...
Regolamento: Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo post con il titolo “CINQUE STRANE ABITUDINI” e le persone che vengono invitate a scrivere sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine del post dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticare di lasciare un commento nel loro blog che dice “SEI STATO SCELTO” [possibilmente in tono lugubre o imitando il “sei stato nominato” della Ventura] e comunicategli anche di leggere il vostro.
Ecco le mie strane abitudini:
1.Usare come nastro per i capelli un laccio da scarpe, solo se sto in casa, ovviamente.
2.Fare shopping rigorosamente da sola: mi scompensano i giudizi emessi da accompagnatori/trici e ritardano – o impediscono – la scelta.
3.Assicurarmi sempre, prima di uscire di casa, di portare almeno un fazzolettino di carta – ma meglio se un pacchetto intero: consuetudine residua dai tempi delle superiori, quando molte compagne dimenticando i fazzoletti me li chiedevano sempre e io ne restavo sprovvista. Da allora devo aver assorbito l’idea che ogni fanciulla esemplare che necessita di recarsi alla toilette debba essere munita di almeno un suo personale quadrato di cellulosa.
4.Illustrare sulla porta la mia giornata in modo veloce, infantile e sconclusionato al mio esausto fidanzato reduce da 10 ore di lavoro.
5.Inanellarmi spesso i capelli, soprattutto durante la visione serale di un film, quando il gesto diventa l’indice che da lì a poco crollerò addormentata sul divano – e che, ahimé, mi perderò il finale.
Senza sentirvi per questo in obbligo, passo la palla a: