La Musica dei Boschi Vol. 2
Io, umile bardo…
Sono una donna che ama i cambiamenti, che si sollazza in tenui sogni da bambina, che cerca nei pallidi versi un riflesso di se stessa. A volte la ricerca trova un senso, a volte fruga invano. E intanto spargo nel bosco parti di me.

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Tag correlati: racconti, istantanee, riflessioni
Dal diario di Lucy (6° episodio)
mercoledì, 14 marzo 2007 - 17:46
Caro diario,
eccomi di nuovo qui a ticchettare sui tasti con le mie unghiette affilate.
Tanto per miagolare qualche novità.
Le mie occupazioni procedono molto bene: le pappe sono sempre fresche, i pisolini soddisfacenti, i bagnetti rinfrescanti e le battute di caccia fruttuose.
Passo la maggior parte del tempo con la mamma che mi fa giocare e mi fa tante coccole.
Con lei a volte facciamo lunghe miagolate sulle cose che ci stanno più a cuore, soprattutto mi piace ascoltare gli apprezzamenti che mi fa mentre liscia il mio pelo con la mano, però devo stare attenta a non mordergliela, sennò mi sgrida e mi caccia via.
Ultimamente la mamma è stata spesso male, così mi sono occupata di lei, facendole le fusa e dormicchiando sul letto – proprio in corrispondenza dei suoi piedi, miao! – da dove potevo controllare meglio la situazione e capire quando si svegliava. Così sapevo quando era il momento più adatto per farle qualche agguato o per miagolarle un po’ di conforto.
Solo dovevo stare attenta a scansare qualche calcetto… Ma non si sta mai ferma questa mamma?!
Poi non capisco una cosa: perché a volte mi rincorre per tutta casa con lo strano oggettino che fa click e poi manda luce? Mi chiama, mi fa fare delle cose e mi costringe a stare ferma come una statuina… e poi ecco che arriva la luce che mi acceca per alcuni secondi.
E lei se la ride tutta contenta: “Brava, piccola mia! Ma come sei venuta bene!”
Brava? Brava un croccantino!
Io non ci vedo quasi più, miao!
Mah, a parte questo direi che me la passo abbastanza bene. Ho pure messo su qualche chiletto, sai, in previsione dell’estate, quando so che mi passerà l’appetito con tutto quel caldo!
Meglio approfittarne ora per gustare qualche pappa in più, miao!
Solo a pensarci mi viene l’acquolina in bocca.
Ops… la mamma sta tornando a casa, sento i rumorini che fa di solito alla porta per avvisarmi prima di entrare. Che cara, quanto mi vuole bene, lo fa per farsi riconoscere: sa che mi vergogno delle altre persone e che con loro scappo sempre a nascondermi. Che posso farci, sono una micia timida…
Meglio che non mi veda vicino ai tasti-che-scrivono-nella-finestra-luminosa.
 
Sgattaiolo via!
Miaoooooooooo!!!
 
Lucy
 
 
 
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In ---> racconti, istantanee, diario di lucy
Dal diario di Lucy (5° episodio)
martedì, 12 dicembre 2006 - 01:48
Caro diario,
scarabocchio queste poche righe ora che mamma e papà sono andati a dormire, perché devo assolutamente miagolare questa cosa a qualcuno.
Allora, miao, cominciamo.
Il fatto è che oggi la mamma è tornata a casa con dei sacchetti rumorosi, come succede spesso, e con uno strano pacco allungato.
Ha posato tutto sul divano e poi a iniziato a trafficare con le forbici.
Dal pacco è venuto fuori un oggetto sconosciuto, tutto verde che perdeva pelo, ma che non profumava di pelo. Miao, a pensarci mi si arriccia di nuovo il nasino.
Prima questo oggetto era stretto, lungo e a pezzetti, poi la mamma ci ha giocato un po’ e ha cambiato di forma.
A vederlo bene, poteva sembrare uno di quelle cose verdi e profumate – e a volte colorate – che crescono nei vasi dei miei balconi, solo che, come avrai capito, non riuscivo ad fiutare un buon odore. Anzi…miao!
Ma non è tutto!
Poco dopo, la mamma ha tirato fuori dei fili attorcigliati che all’improvviso… si illuminavano!!! Ma come è possibile, miagolerai… eppure l’ho visto con queste pupille!
Tante lucine gialle, rosse, blu e verdi che si rincorrevano sul filo, come io rincorro le mosche. Che spavento!
Intanto, la mamma sembrava tutta felice per quelle lucine e insisteva affinché le guardassi anch’io. Fossi scema… mi voleva forse accecare?
Già le lucine erano davvero strane, ma no – miao! –, la mia mamma ha deciso di arrotolarle sulla cosa-verde-senza-profumo, e il sorriso sulla faccia le si allargava sempre di più!
Poi ha aperto altre scatole, ha tirato fuori dei nastri rossi e gialli e ha arrotolato sulla cosa-verde-senza-profumo anche quelli. Poi ha preso degli oggettini rossi che fanno tin-tin se li muovi – lo sa che i miei delicati timpani non sopportano i suoni forti, ma no, me li scuote nelle orecchie! – e li attacca sempre sulla cosa-verde.
E continua con delle belle pallette giallo oro! A quel punto miagolo: “Che belle mamma, le posso toccare (e magari farle cadere per giocarci), miao?
Risposta: “No, Lucy! Non si toccano!”
E ti pareva: ‘sta cosa-verde inutile è ora messa in mezzo alle zampe e io non posso neanche giocarci! Ma che gusto c’è, miao?
Durante la giornata, la mamma ci ha attaccato sopra altri ninnoli rossi e gialli, un oggetto appuntito in cima, un fiocco… tutto adesso è uno sfarfallio di luci che solo a guardarlo mi viene un mal di testa felino da ricordare per tutte e nove le vite.
Mah… caro diario, a volte i genitori umani sono proprio strani.
Ecco, ti metto pure la foto della stramba cosa-verde decorata.
Tu che ne pensi?
Ora vado, c’è un moscone che vuole essere castigato, ffffffff….
Miaooo!
 
Lucy

Lucy e l'Albero di Natale!

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In ---> racconti, istantanee, diario di lucy
Dal diario di Lucy (4° episodio)
domenica, 08 ottobre 2006 - 19:01
Roma, 8 ottobre 2006
Caro diario,
era da troppo che non trovavo il tempo di scrivere qualcosa.
Sono stata molto impegnata a fare la guardia alla casa e giocare con mamma e papà, a catturare mosche e sonnecchiare sull’armadio... tutte attività molto impegnative che richiedono il massimo della concentrazione, miao!
Non sono capitate cose straordinarie da miagolare, a parte, forse, qualche gioco particolarmente divertente o qualche birichinata, ma niente che meritasse conseguenze poco piacevoli.
Ieri, ad esempio, stavo facendo il solito giro di ricognizione mattutino, quando ho sentito un profumino delizioso venire dalla cucina, miao!
Le zampette mi hanno guidata veloci veloci fino alla tavola dove era seduta mamma.
Sono balzata sulla sedia e…il profumo metteva un’acqualina!
La mamma stava trafficando con degli animaletti profumati che tirava fuori da un sacco bianco: li posava su una tavoletta, li tagliava con un coltello, poi li puliva con le mani e li metteva dentro una terrina.
Io ho subito appoggiato due zampe sulla tavola, cercando di non perdermi nessun particolare, miao!
La mamma mi ha miagolato di stare giù – come al solito! -, ma non mi sono lasciata scoraggiare.
La mamma mi ha spiegato che quella era una pappa per i grandi che si chiama “gamberetti”, ma che se avessi avuto pazienza me l’avrebbe fatta assaggiare. Pazienza? Miao, chissà cosa avrà voluto dire?
Intanto io ero riuscita a saltare fino alla terrina per vedere e annusare da vicino, ma lei mi ha spinta a terra.
Stavo iniziando a rattristarmi, quando la mamma si è alzata, ha miagolato il mio nome ed è andata fino alla mia ciotola: evviva, mi aveva regalato uno di quegli animaletti profumati!
L’ho subito afferrato coi denti e appoggiato sul tappeto, che è il posto più bello per gustare le cose che mi piacciono di più. Prima ho pensato di tramortirlo con dei colpetti – non si sa mai, avesse voluto scappare -, ci ho giocato un po’ come faccio con le mosche e, alla fine, dopo che la mamma mi ha assicurato molte volte che era buono da mangiare, l’ho divorato. Miao! Era davvero buonissimo!!!
Dopo sono tornata dalla mamma per miagolarne ancora, stando ben eretta sul cuscino della sedia, quello con i disegni blu che è tanto comodo, e lei ogni tanto me ne dava un altro pezzetto.
Ho capito che ieri mamma e papà erano di buon umore perché papà ha dato alla mamma dei pacchetti colorati che si aprono e lei ha miagolato di gioia. Con una delle cose che ha trovato dentro i pacchetti mi ha fatto la foto che ho attaccato qui sopra, anche se per farla mi ha abbagliata con una luce, miao…
Però, dato il risultato, me valeva la pena, no?
Ora vado, caro diario, continuo a fare la guardia: mosche e zanzare fatevi sotto!
 Miaooo!
 
Lucy
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In ---> racconti, istantanee, diario di lucy
Dal Diario di Lucy (3° episodio)
martedì, 29 agosto 2006 - 20:03

29 agosto 2006

 

Caro diario,

sapessi quante cose mi sono successe dall’ultima volta – Miao!

Me lo sentivo io che sarebbe stato un periodaccio (non per niente ho dei poteri magici da strega…).

Dopo l’episodio delle gocce fredde negli occhi, mamma e papà mi hanno messa in punizione: non solo hanno preso le borsegrandi di nuovo, ma anche la gabbiettacattiva per portarmi via dalla mia casetta.

Sapessi che spavento!

Una mattina si sono alzati presto e mi hanno dato la caccia per tutta casa pur di costringermi ad entrare in quel postaccio. Io ho provato a nascondermi, ma loro erano in due contro una – miao, non vale! – e alla fine l’hanno avuta vinta.

E come se non bastasse, poi siamo andati in un posto gigantesco pieno di gente e di strani rumori che non so come si chiama, ma che conosco bene perché ci sono già stata altre volte. Si deve aspettare un po’ fino a quando ti fanno entrare in un aggeggio enorme che fa rumore e che mette tanta paura, ma che ti porta come per magia in un altro posto.

Mamma e papà si sono seduti come se niente fosse e hanno appoggiato la gabbiettacattiva con me dentro vicino ai loro piedi. Ogni tanto mi si avvicinavano chiamandomi o miagolando se andava tutto bene.

Ma che miao di domande mi fanno? Io avevo solo una gran voglia di vomitare e scappare e piangere! Ero convinta che per me fosse arrivata la fine (se ancora ci penso mi scappa una lacrima, sniff).

Per farla breve, dopo essere usciti dall’aggeggio rumoroso siamo stati su un altro aggeggio che cammina insieme con un signore dall’aria familiare. La mia mamma lo chiamava “papà”, come io chiamo il mio papà con le due zampe.

Alla fine siamo arrivati in un’altra casa, più grande della mia casetta, e per prima cosa ho pensato bene di nascondermi sotto un divano.

Solo dopo un po’ di tempo mi sono accorta che io lì ci ero già stata e che riconoscevo la stanzetta. Ho fatto qualche prudente giro di ricognizione e, dopo una bella fiutata, mi sono ricordata che quella era la casa della zia Deborah, dei nonni e del cuginetto Icaro, miao.

E infatti, paura iniziale a parte, devo dire che in questa casa grande mi ci sono trovata proprio bene: acqua e pappa sempre fresche, stanza tutta mia – l’ho dovuta dividere solo qualche volta con il nonno (quello che la mamma chiama “papà”) quando lavorava su non so quali cose colorate che poi si appendono ai muri -, coccole da tutti, un casino di angoli segreti tutti da esplorare – anche se qualche volta la nonna mi miagolava forte e mi cacciava -, e giochi con Icaro, il mio amichetto dell’anno scorso che ho ritrovato.

Mi sono divertita un mondo a rincorrerlo e a fargli i dispetti, tanto lui non si arrabbiava quasi mai, anzi mi lasciava fare e mi ospitava spesso sulla sua enorme terrazza. Che gentil-gatto, miao! E che fortunato ad avere tanto spazio tutto per sé. Confesso che a volte lo facevo apposta a rubargli i suoi posti all’ombra preferiti, ihihihi.

Certo, mi sono chiesta come facesse ad essere tanto grosso, soprattutto perché mi ha miagolato di avere 4 anni, per cui è solo un anno più grande di me.

Ora sono un po’ giù perché non lo vedo più.

Cioè, sono felicissima di essere tornata a casetta e non vorrei più tornare nella casa grande di Icaro perché sennò mi costringono a salire sull’aggeggio magico – e quindi nella gabbiettacattiva, gulp! -, però la compagnia di quel gigante buono mi manca, eccome!

Spero che prima o poi venga lui a trovarmi nella mia casetta, anche se onestamente non saprei proprio dove metterlo… la mia cuccia non è grande abbastanza per tutti e due!

Per consolarmi, stavolta metto sotto una sua foto, così quando voglio gli do un salutino con la zampa e una strofinatina sul naso.

Ciao, Icaro, spero di rivederti presto!

Che altro gli dovevo miagolare... miao?

Ah sì... e smettila di annusarmi il… ehm… “tu sai cosa”.

Se non lo hai ancora capito, io sono una signorina per bene (tanto gentil-gatto per alcune cose, ma per altre un po’ duro di comprendonio, miagolo io… tsé tsé).

 

E ora vado a sgranocchiare due crocchini.

Miaoooo!

 

Lucy

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Dal diario di Lucy (2° episodio)
domenica, 30 luglio 2006 - 19:24

30 luglio 2006

Caro diario,
in questi giorni - miao!- sono molto triste.
Intanto, sento sempre caldo, la pappa nelle ciotoline si riscalda presto e io non ho più tanta voglia di mangiarla.
Mi è pure capitato di sentire un fastidioso bruciore agli occhi e mi sono dovuta grattare spesso, tanto che la mamma durante le coccole mi chiede sempre come sto e mi miagola che sono tutti arrossati.
Si deve essere convinta che per questo merito una punizione, perché due giorni fa lei e papà mi hanno messo nella gabbiettacattiva e mi hanno portato dall’Uomoverde-che-fa-le-punture. Fortuna che – miao!- non ci abbiamo messo molto e che stavolta non mi ha fatto punture, però ho capito che mamma e papà con le due zampe volevano che io smettessi di grattarmi gli occhi.
Ma che vogliono?! Se loro sapessero quanto mi prudono! Perché non mi lasciano in pace? Meow!
La mamma aveva pure tentato di lavarli con un cosa gelida e bagnata, miao!
Da ieri, mamma e papà mi torturano: prima mi chiamano miagolando in modo affettuoso, poi papà mi afferra e mi tiene ferma, mentre la mamma con un oggetto piccolo, bianco e appuntito mi apre gli occhi a forza e mi ci mette una cosa-umida e fredda.
Miaooo!, come soffro, sigh…
Oggi, poi, credo proprio di averla fatta grossa.
Ero quasi riuscita a scamparla, evitando di farmi mettere troppa cosa-umida negli occhi e papà mi aveva lasciata andare, anzi mi ha scagliata via, quando ho sentito la mamma piangere.
Ovviamente, io ho subito pensato a nascondermi dietro il divano, ma la mamma continuava a piangere, miagolando a papà con tono arrabbiato. Non capivo cosa fosse successo, ma mi temevo lo stesso alla larga perché aveva ancora in mano l’oggetto della tortura.
Poi si è seduta e ha iniziato a pulirsi la zampe.
Poco dopo, sono rispuntata per scoprire cosa le era successo. Forse papà aveva messo la cosa-umida anche nei suoi occhi, miao?
Ma appena lasciato il nascondiglio, papà ha iniziato a sgridarmi e mi è corso dietro con una cosa grossa in mano. Accidenti, quanto era arrabbiato!
Così mi sono raggomitolata nella mia culla, da dove potevo osservare bene la mamma.
Credo proprio che si sia fatta una brutta bua, perché dopo mi ha fatto vedere le zampe e c’erano due tagli lunghi e rossi e mi ha miagolato che ero stata io.
Mi ha pure dato uno schiaffetto, miao!
Non mi ha fatto male, ma per principio io ho provato a difendermi con un morso leggero, tanto per metter in chiaro che non l’avevo fatto apposta. Che miao di colpa ho io se prima mi vogliono martoriare, mi spaventano ammorte e poi mi lanciano via a caso?
Alla fine la mamma mi ha punita lo stesso, tagliandomi le unghiette. Che disdetta, le avevo affilate così bene sul mio tappetino… Miao settimane di lavoro tutte da rifare!
Però ho capito che la mamma si è fatta davvero male e che il papà si è molto dispiaciuto perché nel lanciarmi ha fatto entrare per sbaglio le mie ex-unghie nelle zampe dalla mamma.
Non so se mi hanno perdonata, ma prima mentre sonnecchiavo sull’armadio, la mamma mi ha fatto annusare qualcosa di buono da mangiare.
Ma…e se fosse un’altra trappola per prendersela con i miei occhi o punirmi?
Caro diario, non so cosa debbo fare… questi sono pazzi – miao!
Ho paura… Aiuto!
 
Lucy (terrorizzata)
Lucy con gli occhi arrossati
N.B: editato anche su "La Musica dei Boschi Vol.1"
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In ---> racconti, istantanee, diario di lucy
Dal diario di Lucy (1° episodio)
venerdì, 14 luglio 2006 - 18:32
14 luglio 2006
Caro diario,
ieri sera è successo di nuovo, miao!
Mamma e papà con le due zampe si sono messi a scavare nell’armadio delle borsegrandi dove io non posso mai entrare.
Che cosa ci terranno mai di così segreto io non lo so, a me sembra un’accozzaglia di roba messa alla rinfusa. Quello che so per certo è solo che ci nascondono queste borsegrandi con cui è divertente giocare una volta tirate fuori, soprattutto se le riempiono di quelle cose che usano per coprirsi – come miao si chiamano? - dove poi io scavo.
Uffi, però poi mi sgridano sempre… miao!
C’è da miagolare, che ogni volta che loro trafficano con quelle borsegrandi, poi escono di casa e mi lasciano sola per un po’. Di solito, prima di uscire con le borsegrandi la mamma mi prende in braccio – miao! che fastidiosa quando fa così e io non voglio! – oppure mi si avvicina e mi miagola qualcosa in quella sua lingua che ormai ho imparato a capire (anche se ogni tanto faccio finta di non capire, sennò non riuscirei a muovere neanche una zampa e allora addio caccia serale contro gli insetti-invasori...miao!).
Mi miagola sempre di fare la brava, che loro ora escono per un po’ di tempo, ma che poi tornano. Anche quando esce per tornare con le buste piene di pappe mi miagola sempre che “la mamma torna presto”, però non come quando esce con le borsegrandi.
Insomma, quando ci sono di mezzo queste misteriose borsegrandi finisce che mamma e papà mi dicono delle bugie.
Io aspetto e aspetto che tornino, ma di loro neanche l’orma.
Ogni tanto è capitato pure che, mentre dormivo sola soletta in qualche angolo comodo, qualcuno entrasse dalla porta. Di solito viene lo zio: entra, mi chiama, mi dà la pappa, mi pulisce la lettiera e mi fa qualche coccola. Com’è gentile lo zio, viene per farmi compagnia di sicuro.
Ma l’ultima volta che mamma e papà sono usciti con le borsegrandi è strisciato nella mia casa un losco individuo.
Oddio, forse forse l’avevo già visto da qualche parte, però io non mi sono fidata.
Anche lui sembrava gentile e mi dava la pappa – addirittura, ha dato da bere anche alle cose verdi che spuntano nei vasi, miao! -, però io sono stata attenta a restare ben nascosta, non si sa mai!
Mi stavo ormai rassegnando a restare sola per sempre, finalmente padrona della casa e libera di fare quello che voglio – ah, ora posso dormire sul tavolo della cucina, miao! -, anche se mi mancavano le carezzine sulla nuca e le mani di mamma da mordere e qualcuno a cui “fare il pane”…
Poi sono tornati!
Riportando le borsegrandi e tanti sorrisi e coccole per me.
Non sapevo se fare o no l’offesa, ma poi la mamma mi ha messo i filettini rosa nella ciotola e ho dimenticato di essere arrabbiata.
Però ho deciso di infliggerle una punizione: ogni sera mi deve fare tantissime carezze extra! Purr purr purr…
E poi ieri sera ho visto di nuovo una di queste borsegrandi – ma non tanto grande – e allora mi ci sono messa dentro per capire cosa hanno di tanto speciale.
Ovviamente, la mamma mi ha subito miagolato che “non si fa!”.
Stamattina, papà ha messo di nuovo delle cose dentro la borsagrande, poi dopo un po’ sono usciti di casa, ma non mi hanno miagolato niente di diverso dal solito: “torniamo presto!”.
Ero certa che da un momento all’altro sarebbe rientrato il losco figuro o, al massimo, lo zio. Ero così preoccupata che non sono riuscita a dormire.
Invece, dopo poche ore è tornata la mamma.
Meno male! Le ho fatto tante fusa, se le meritava.
E ho anche provato a farmi rincorrere, ma lei è stata poco al gioco.
Ha miagolato che stasera saremo a casetta da sole, io e lei, e che ci faremo tante coccole perché papà starà via un po’ di giorni.
Vabbé, mio caro diario, ora mi schiaccio il pisolino pomeridiano.
Alla –miauuuu!- prossima!
 
Lucy

 

Lucy

N.B.: editato anche su "La Musica dei Boschi Vol.1"

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