



... per me e per voi!
Sul sito Raccontare è da oggi disponibile il mio primo e-book: una piccola raccolta di 10 mie poesie.
Chi volesse scaricarlo deve fare un click sulla copertina, qui sotto.
Ancora...

Oggi ho ricevuto il mio primo regalo di Natale da parte di un gruppo fantastico di bloggers e creativi: una recensione sul blog Frammenti di Rosso Venexiano.
Per leggerla basta un click qui.
Eleonora Bellini
La mattina di Pasqua nel mio prato
un uovo arcobaleno ho trovato,
era un uovo profumato e strano
non più grande di una mano.
Quando l'ho aperto, con stupore
ho trovato sorprese d'ogni colore:
giallo il sorriso d'un cinesino,
rosso il canto di un algerino,
azzurro il sorriso di uno svedese,
verde la capriola di un portoghese,
violetta la danza di mille bambine,
indaco i suoni di mille ocarine.
E arancione rotondo e paffuto
un sole caldo di benvenuto,
un sole caldo paffuto e rotondo
uguale per tutti i bimbi del mondo.
Presa da questo sito

"L'anno nuovo"
di Gianni Rodari
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Auguroni!!!

Etain
(Ringrazio la mia amica E. per avermi fatto conoscere questa bella poesia)
"Natale"



Polline di crisantemi,
mobili fiammelle di rosso sbiadito
riflesse su marmi che il destino ha scolpito
per volti dai tratti antichi.
Effigi immortali dai sembianti immortali
s'inebriano del profumo d'eterna primavera
che la morta stagione conduce
alle narici di marmo e cemento e terra.
Profumi che risvegliano sonni senza risveglio
custoditi dal lamento di cipressi e castagni.
Fragranza di terriccio smosso,
nutrito dall'ultima linfa di foglie giallo-rosse.
Odore di un passato sempre uguale,
sguardi vecchi e nuovi che bisbigliano al cuore
storie timide di eroiche normalità,
dita tristi di vento tra i capelli di coloro che
ancora vengono a visitare i profumi del Tempo.
Melodie d'effluvio si narrano,
riscrivendo quotidiani pentagrammi
da eseguire sulle vibratili corde di una Natura
che ogni giorno, per vivere, deve lasciarsi morire.
Etain, 2 novembre 2002
(pubblicata anche su La Musica dei Boschi Vol.1)
"Natali"
Tele di ragno incastonate su rami d'agrifoglio
decorati con lacrime e luci di rugiada.
Fiocchi annacquati di un Natale consumato,
rimasugli di stoppini bruciati
dalla cera e dal tempo
e avanzi di pandolce e cotechino
di un Anno che non farà più ritorno.
Questo resta del passato,
insieme al sale del dolore e all'amaro del rimpianto.
Dolce è pregustare futuri cenoni,
e Abeti d'Argento e vischio e presepi e Pan d'oro,
che aspettano chi saprà infarcire ogni nuovo giorno
con festoni di Speranza e addobbi d'Amore.
Buon Natale!!!
Etain

Visto che mancano pochi giorni al Natale, ma che siamo tutti in vena di festeggiamenti, perché non parlare di una festa proto-natalizia?
Il 21 dicembre!
In questa data si festeggia Yule, ossia la festa del solstizio d'inverno, il giorno in cui il mondo assiste alla notte più lunga dell'anno.
Si tratta di una ricorrenza sacra che ha le sue origini nell'antichità, in tempi in cui veniva celebrata dalle popolazioni celtiche e germaniche, anche con il nome di Saturnalia, riprendendo la celebrazione Romana delle divinità agricole come Saturno, da cui il nome deriva.
La parola moderna, derivante dall'Anglo-Sassone "Iul" o dal Germanico "Yula", significa "ruota", riprendendo il concetto secondo il quale l'anno gira come una ruota, la Grande Ruota dello Zodiaco, la Ruota della Vita o del Sole. 
Si dice che l'ora più buia preceda l'alba e che la festa di Yule celebri per questo la rinascita del Sole.
Secondo la tradizione Bardica, il Solstizio d'Inverno era chiamato anche Alban Arthan dai Druidi e corrispondeva al periodo dell'anno in cui coglievano il vischio sacro dalla Quercia, una tradizione che ha mantenuto il legame con l'usanza delle decorazioni natalizie con la medesima pianta.
Il vischio era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina. Equiparato alla vita attraverso la sua somiglianza allo sperma (le bacche bianche e traslucide), ed unito alla quercia, il sacro albero dell'eternità, questa pianta partecipa sia del simbolismo dell'eternità che di quello dell'istante, simbolo di rigenerazione ma anche di immortalità. 
Yule è la festa dedicata alla nascita del Dio Sole, figlio del dio morto l'anno precedente. Questa idea della celebrazione della rinascita del Sole era così universale nel mondo antico che i cristiani vi si adattarono trasformandola nel Natale (il Solstizio d'Inverno nell'antico calendario astronomico romano cadeva, infatti, il 25 dicembre). Nessuno sa con certezza quando Cristo nacque, ma mantenendo questa festa, Cristo veniva misticamente identificato con il Sole, il "Divino Re". Così, molte delle tradizioni di Yule, praticate dai Germani, dai Celti e dai Romani sopravvivono oggi sotto le spoglie di una festività cristiana.
Per le popolazioni germaniche, Yule è la più importante festività dell'anno e in questo periodo le divinità, chiamate anche "esseri di Yule", erano più vicine al Midgar (il mondo di mezzo, dove vivono gli umani). Gli spiriti dei morti erano liberi di tornare tra i vivi ed esseri fatati manifestavano la loro presenza. In questo senso può essere associata alla celtica Samhain (Halloween).
Nelle cronache Anglo-Sassoni si legge la celebrazione di una dea, nella notte del Solstizio, la Dea fertile dell'estate che muore per rinascere come un Dio, portatore di gelo, buio e morte, il quale purificherà la terra prima della prossima estate feconda. Questo Dio è la reincarnazione della Dea, in un eterno ciclo di nascita/morte, nella Ruota della Vita.
Quindi Yule è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.
Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall'utero della Dea: all'alba la Grande Madre Terra dà alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche' anche se ora è regina del gelo e dell'oscurità, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderà riportando calore e luce al suo regno.
Anche se i più freddi giorni dell'inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna.
Come celebrare anche oggi Yule?
Suggerirei di preparare un albero natalizio in variante "solstiziale", decorandolo con tante piccole raffigurazioni del sole o con figurine alate simili a fatine.
Buon Yule a tutti!!!