Osservo le palpebre socchiuse.
Hanno un lieve tremito come ali di passerotti al primo volo.
Tu dormi amore:
sul tuo viso sbocciano
gocce d’aurora
E sorridi. Spero di essere nei tuoi sogni, amore mio.
È strano. Io ti sogno di rado. Sento di non averne bisogno.
Si sogna ciò che si desidera disperatamente, ma che non si può avere?
Ecco, allora è per questo che ti sogno così poco.
E tu?
Mi sogni amore mio?
Stelle cadenti -
il sogno si è avverato:
mi sei vicino
Ora allunghi una mano e sfiori il mio cuscino tiepido.
Accarezzi il vuoto della federa priva della mia testa arruffata.
E aggrotti la fronte.
Lo sai, vero? Sull’uscio della porta dei sogni senti che non ci sono più.
Che strano, adesso, nella penombra del mattino, fotografo la tua mano.
Il chiaroscuro gioca con le tue dita forti e crea l’illusione di dita di bimbo.
Ma in fondo le tue dita sono così: vigorose e delicate insieme.
È così che il mio corpo le conosce.
Ci siamo amati
con passione e dolcezza
ma sorge il sole
Un suono lontano. Rintocchi…
Ecco, si è fatto tardi. Devo andare, tesoro.
Mi chino su di te e le nostre labbra diventano un tutt’uno.
Tu rispondi al bacio e sussurri: “A dopo, amore mio”.
Col cuore liquefatto di tenerezza, accarezzo il tuo viso e vado.
A dopo, amore mio.
in occasione dell'iniziativa "Lettera a cuore aperto".
























